dalla Comunità Ostetrica all’Ostetrica di Comunità

Avviato il Laboratorio Didattico Montessori  

nell’Area Interna Basso Sangro Trigno

La grandezza della personalità umana incomincia con la nascita dell’uomo. L’educazione dovrebbe cominciare dalla nascita.(Maria Montessori)

Bebè 2

Gustav Klimt 1912

Il giorno 13 marzo 2019, presso il polo formativo del Patto Territoriale Sangro Aventino a Santa Maria Imbaro, si è svolta una giornata formativa rivolta alle ostetriche e infermiere pediatriche che lavorano nei punti nascita e nei nidi dell’Asl 2 Lanciano Vasto Chieti.

Il Laboratorio (che prevede un’altra giornata formativa l’8 maggio prossimo e alcune lezioni sull’NBO – si veda in seguito) si colloca a conclusione di un percorso formativo sul campo tenuto dalla Pedagogista Montessoriana Karin Slabaugh, californiana, allieva di Grazia Honegger Fresco e docente presso il Centro Nascita Montessori di Roma. La formazione sul campo ha visto un affiancamento pedagogico durante gli incontri tra operatori, genitori e neonati, sia nei punti nascita di Chieti, Lanciano e Vasto, sia nei consultori, in particolare quelli delle Aree Interne.

Montessori 1

In 18 mesi sono state fornite 939 ore dedicate a 462 incontri con mamme (o padri) e 241 con neonati, e 171 incontri di accompagnamento o di gruppo per ostetriche, 44 per infermiere pediatriche e 20 con i medici.

Montessori 2

Già in fase di programmazione è stato invertito il modello didattico tradizionale (che procede dalla teoria alla pratica): per più di un anno sono state mostrate alle operatrici e alle mamme, pratiche ed esperienze basate sull’osservazione, l’attenzione ai segni più tenui del neonato e l’attesa ad intervenire, esperienze concrete, su cui si basano gli aspetti teorici. L’affiancamento pedagogico è stato centrato sulla relazione delle Ostetriche e delle Infermiere pediatriche con la famiglia, sulla capacità di sensibilizzare i genitori sulle competenze e sull’individualità del loro bambino, al fine di favorire interazioni positive genitore-bambino e quindi contribuire allo sviluppo di un rapporto genitore-bambino positivo fin dall’inizio. Sono state dedicate ore alla realizzazione pratica e manuale del materiale da offrire alle mamme ed ai neonati (“mobile”, topponcino, palla, vestiti). Solo alla fine del percorso è stato programmato un Laboratorio Montessori (didattica teorica) dove ciascun partecipante ha l’opportunità di confrontare la pratica esperita con la teoria delle linee guida, le evidenze in letteratura ed esperienze simili nel mondo.

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Per questo compito sono stati chiamati:

il dott. Franco De Luca, Pediatra di Comunità – Specialista in medicina preventiva dello sviluppo infantile. Responsabile scientifico e formatore dei corsi UNICEF per la promozione e l’assistenza per l’allattamento al seno e presidente del Centro Nascita Montessori. Ha illustrato le raccomandazioni dell’OMS e dell’UNICEF sulle modalità del parto, il contatto pelle a pelle subito dopo la nascita, il taglio del cordone ombelicale e le prime fasi dell’allattamento.

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la dott.ssa Angela Giusti – Ostetrica – Ricercatrice di salute pubblica, allattamento al seno e nutrizione infantile presso l’Istituto Superiore di Sanità, membro del comitato scientifico dell’UNICEF “Ospedali & Comunità amici dei bambini e delle bambine”. Ha illustrato e documentato le recenti scoperte scientifiche sulla salute primale (nei primi 1000 giorni di vita a partire dal concepimento fino a due anni), relativamente agli aspetti del microbioma, epigenetica e neuroscienze. (Nell’articolo di Epidemiologia & Prevenzione si può avere uno sguardo sull’argomento).

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Comunità delle ostetriche e infermiere pediatriche

Maria Montessori, la prima donna italiana a conseguire la laurea in Medicina, specializzata in psichiatria, aveva intuito, in base alle proprie osservazioni (all’epoca non esisteva la diagnostica per immagini, né le analisi di laboratorio) che i primi giorni di vita sono essenziali per la sana crescita dell’individuo. Per i suoi insegnamenti sulla educazione non violenta dei bambini, che preconizzava un adulto pacifico e sereno, è stata candidata al Nobel per la Pace.

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Lavori di gruppo

Il giorno 8 maggio 2019 si terrà un’altra giornata di formazione del gruppo, che, pur provenendo da ospedali e reparti diversi, si sono dimostrate di alto profilo professionale (dichiarato dai docenti) ed entusiaste dell’approccio montessoriano, in grado di influenzare positivamente le pratiche lavorative e di stemperare i conflitti e le frustrazioni, che tutti noi proviamo quando siamo parte degli ingranaggi dell’apparato tecnico-organizzativo.

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Salute Primale: microbioma, epigenetica, neuroscienze

Inoltre, negli ultimi due mesi del percorso, nell’ambito del Laboratorio, saranno proposte alcune lezioni sul sistema Newborn Behavioural Observations (NBO), uno strumento del Boston Children’s Hospital, basato sul rapporto centrato sulla famiglia e progettato per sensibilizzare i genitori sulle competenze e sull’individualità del loro bambino, al fine di favorire interazioni positive genitore-bambino fin dall’inizio. Mentre la NBO tenta di rivelare la ricchezza completa del repertorio comportamentale del neonato, l’attenzione ostetrica e pediatrica accentua l’individualità del bambino e gli aspetti del comportamento che rendono il bambino unico e diverso. La NBO offre ai genitori informazioni individualizzate sul loro bambino, al fine di promuovere un legame positivo tra genitore e figlio e tra loro e i genitori e la famiglia. Per questo motivo, la NBO è meglio intesa come intrinsecamente interattiva e centrata sulla famiglia, poiché i genitori sono coinvolti come partner nella sessione NBO. Quindi, la NBO mira a favorire l’interazione positiva genitore-bambino ed a promuovere al contempo una relazione positiva – una partnership – tra operatori e genitori.

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una mamma-ostetrica con il proprio bambino durante la lezione

Con l’affiancamento della metodologia Montessori e l’NBO, quindi, le Ostetriche e le Infermiere pediatriche diventeranno vere o proprie ricercatrici, in grado di osservare e valutare le azioni effettuate nella pratica corrente, al fine di suggerire alla Comunità gli aspetti innovativi e migliorativi, per realizzare, nel contesto delle Aree Interne, la presa in cura effettiva delle mamme, proprio della figura di “Ostetrica e Infermiera di Comunità”.

Bebè 1

Pablo Picasso 1921

Firmata la Convenzione socio sanitaria per lo SNAI

Convenzione sociosanitaria

Giovedì 7 fabbraio 2019 a Villa Santa Maria è stata firmata la Convenzione tra l’Asl 2 Lanciano Vasto Chieti e i Comuni dell’Area Interna Basso Sangro Trigno, finalizzata alla organizzazione e gestione congiunta delle attività di integrazione socio-sanitarie della Strategia d’Area.

Comunicati del

Comitato Tecnico Nazionale Aree Interne e

Dipartimento per le Politiche di Coesione

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Comunicato della Asl2 Lanciano Vasto Chieti:

“E venne il giorno tanto atteso, nel quale una firma apre uno scenario nuovo per le aree interne. E’ stata, infatti, siglata la convenzione tra la Asl Lanciano Vasto Chieti e l’Unione montana dei Comuni del Sangro per l’organizzazione e la gestione delle attività di integrazione socio-sanitaria. Il documento, sottoscritto a Villa Santa Maria alla presenza di numerosi sindaci, sancisce la cooperazione delle parti nell’ambito dell’assistenza sociale e sanitaria, da prestare in forma integrata al fine di assicurare qualità e uniformità nei 33 Comuni dell’area Basso Sangro-Trigno coinvolti nella Strategia nazionale per le aree interne.
La nuova organizzazione muove da una Centrale operativa di “Cure transazionali” ubicata presso la sede del Patto territoriale Sangro-Aventino, che diventa il centro nevralgico di tutto il sistema, dove avviene la presa in carico congiunta della persona da assistere dopo averne valutato il bisogno.

Convenzione4Si tratta di un’infrastruttura operativa a forte integrazione sociale e sanitaria, che persegue una finalità chiara: valutare il bisogno dei soggetti fragili e attivarsi per dare risposte efficaci, anche con l’ausilio delle tecnologie a servizio della salute, lasciandoli nel proprio domicilio il più possibile. In sostanza la Centrale rappresenta la cabina di regia di tutti i servizi territoriali, sia di tipo sanitario sia sociale, che consente di costruire un percorso assistenziale su misura in base alle necessità del singolo.
L’attività della Centrale è strettamente connessa agli ospedali e alle altre strutture sanitarie aziendali, e in particolare agli ambulatori della fragilità già attivi, che rappresentano i terminali sul territorio e tengono i contatti con i pazienti.
Convenzione3Prende così corpo la “medicina d’iniziativa”, espressione di un approccio differente nella gestione delle patologie croniche, che richiedono monitoraggio e interventi prima che possa aggravarsi e sfociare in episodi acuti. E la conferma dell’efficacia di tale approccio arriva dai primi dati raccolti in via sperimentale e pionieristica dal Laboratorio Fragilità avviato dalla Asl Lanciano Vasto Chieti, che ha mappato la popolazione target e monitorato il percorso di salute, traendo alcune prime conclusioni: la percentuale di ultra 65enni è in aumento, si concentra maggiormente nelle aree interne e si ricovera più spesso in ospedale, diversamente dalla parte fragile seguita dagli ambulatori dedicati, che invece in corsia ci finiscono meno. Ugualmente accade con il consumo di farmaci. «Sono dati riferiti a un periodo ancora breve e limitati a una sperimentazione – sottolinea il Direttore sanitario aziendale Vincenzo Orsatti -, che però indicano con chiarezza una tendenza e il percorso da seguire. La firma della Convenzione ci permette di istituzionalizzare un’attività di monitoraggio e presa in carico e mettere a regime un sistema che si è già dimostrato efficace».

La Convenzione regola due funzioni ed un impegno tra gli Enti sottoscrittori :

  • La funzione di raccordo istituzionale per la definizione delle scelte in materia di integrazione socio-sanitaria è assolta dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria dell’Area “Basso Sangro-Trigno” di cui all’art. 5 dell’Atto Aziendale Asl2 Lanciano Vasto Chieti;
  • La funzione di raccordo operativo delle attività convenzionate per la gestione integrata è affidata alla Centrale di Coordinamento e Operativa di Cure Transazionali come previsto dalla Delibera del Direttore Generale della ASL2 n. 1107 del 13 settembre 2018;
  • Gli Enti sottoscrittori si impegnano ad adottare le soluzioni organizzative finalizzate ad assicurare la piena attuazione delle attività programmate, fornendo le risorse organiche, strumentali, economiche, finanziarie e strutturali necessarie allo svolgimento dei servizi programmati nell’ambito della SNAI e delle attività amministrative, tecniche, organizzative e professionali richieste dalle attività.

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A tutela del corretto svolgimento delle attività programmate, la convenzione prevede un Comitato di pilotaggio, promuove la comunicazione tempestiva delle informazioni e la partecipazione dei cittadini, e una dotazione finanziaria integrata che ammonta a più di 3 milioni di euro da parte della Asl e 1,2 milioni per conto SNAI.

Con tali premesse, l’augurio di buona salute per i cittadini dell’Area Interna Basso Sangro Trigno, per il prossimo triennio, diventa è sostanziale.

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Approvazione dello schema di Convenzione socio-sanitaria per l’organizzazione e la gestione della Strategia Area Interna Basso Sangro Trigno

Con delibera del Direttore Generale n. 71 del 24 gennaio 2019 è stata approvata da parte della Asl 2 Lanciano Vasto Chieti lo schema di Convenzione socio-sanitaria per l’organizzazione e la gestione della Strategia di Area del Basso sangro Trigno.

Del_71_19Con tale atto si avvia la fase di realizzazione concreta degli interventi sanitari dell’Accordo di Programma Quadro SNAI (DGR 408/2017 e sottoscritto il 11/09/2017).

Quattro i fatti rilevanti approvati dalla Asl2 Abruzzo:

  1. La Strategia d’Area si dota di due organismi per coordinare gli interventi e i servizi socio-sanitari-assistenziali programmati, al fine di assicurare unitarietà ed uniformità al sistema locale, a garanzia della qualità dei servizi programmati nell’ambito delle schede di intervento dell’APQ:
    • Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria dell’Area “Basso Sangro-Trigno”,
    • Centrale di Coordinamento e Operativa di Cure Transazionali.
  2.  La dotazione finanziaria messa a disposizione dalla Asl2 ammonta a 3 milioni di euro nel prossimo triennio, per la realizzazione di iniziative socio-sanitarie, possibile in seguito al risparmio attuato in questi anni dei residui dei fondi dei Progetti Obiettivo LP1 e LP5 (art.1 cc. 34 e 34bis Legge 662/1996) relativamente ai finanziamenti 2015, 2016 e 2017.
  3. Avvio della implementazione del  “Sistema Informativo Sociale e Sanitario Territoriale (SISST) della Regione Abruzzo per le Aree Interne” (DGR n. 438 del 30/06/2016). Il SISST permetterà di creare un sistema informativo che colleghi la cartella clinica del medico con il sistema regionale in funzione delle attività di continuità assistenziale socio-sanitaria e permetterà di stratificare la popolazione in base al rischio di fragilità per potere attuare azioni di prevenzione e di promozione della cura centrati su segmenti specifici di popolazione maggiormente a rischio.
  4.  Viene approvato integralmente il Piano Strategico Salute 2018-2020 del Basso Sangro Trigno (Allegato A), dove sono delineate le linee del programma di implementazione delle schede di intervento dell’APQ e del “Laboratorio di Presa in Cura della Fragilità”.

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Il progetto salute presentato in due Convegni

Il Piano Strategico Salute 2018-2020 del Basso Sangro Trigno è stato illustrato in due convegni nazionali a novembre 2018:

Presentazioni:Presentazione

Presentazione Telese

Infermieri per la cura della popolazione fragile

Piano Strategico Salute 2018-2020 del Basso Sangro Trigno

In attuazione dell’Accordo di Programma Quadro SNAI (DGR n.408 del 28 luglio 2017) e del Piano Nazionale della Cronicità (DGR n.421 del 18 giugno 2018) della Regione Abruzzo è stato elaborato un Piano Strategico Salute 2018-2020 del Basso Sangro Trigno, dove sono state delineate le linee del Piano di implementazione del “Laboratorio di Presa in Cura della Fragilità” con la programmazione da parte dell’Asl 2 lanciano vasto Chieti di 3 milioni di euro per la realizzazione di iniziative socio-sanitarie per la popolazione fragile nel prossimo triennio. Ciò è stato possibile possibile in seguito al risparmio attuato in questi anni con l’uso dei residui dei fondi dei Progetti Obiettivo LP1 e LP5 (art.1 cc. 34 e 34bis Legge 662/1996) relativamente ai finanziamenti 2015, 2016 e 2017.

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Piano SS 2018-2020Piano Strategico Salute 2018-2020 Area Interna Basso Sangro Trigno (aggiornato il 10 gennaio 2019)

Una premessa epidemiologica mostra come il processo di invecchiamento in Italia nei prossimi anni raggiungerà i livelli già oggi presenti nell’Area Interna Basso Sangro Trigno.

E’ dimostrato che l’aumento delle persone che hanno difficoltà nella cura della persona, nel mantenere autonomia e indipendenza, può essere rallentata con azioni volte alla prevenzione, che ritardando l’insorgenza e frenano la progressione della fragilità (come indicato dal Piano Nazionale Cronicità e Piano Nazionale Prevenzione).

In questo quadro epidemiologico, la società sta vivendo due importanti trasformazioni strategiche:

  1. spostamento di quote crescenti di risorse dall’ambito ospedaliero a quello dei servizi socio-sanitari (strutture protette, attività ambulatoriali, cure domiciliari, ecc.),
  2. presa in carico di pazienti cronici nel proprio contesto di vita.

Queste trasformazioni implicano la modifica del tipo di servizi prodotti, da interventi ospedalieri puntuali e finiti a processi di cura permanenti e trasversali, la modifica del quadro dei bisogni informativi e lo sviluppo di nuove e diverse architetture di cura.

Dal 2014 l’Unità Operativa Integrazione Ospedale Territorio ha progettato un piano di sviluppo della Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) per l’Area Prototipo Basso Sangro Trigno. La progettazione prevede la creazione di un  “Laboratorio di presa in cura della fragilità”, nel quale è stato studiato e sperimentato un modello di assistenza originale, proattivo, relazionale, olistico e centrato sulla persona fragile, fortemente integrato con la componente socio-sanitaria e finalizzato alla implementazione di interventi volti alla sperimentazione di servizi di supporto per lo sviluppo dell’assistenza territoriale in armonia con quella ospedaliera:

Tra i prodotti del Laboratorio il prototipo del Registro Epidemiologico della Fragilità, dodici procedure e strumenti operativi per l’integrazione interprofessionale dell’assistenza, modalità di presa in cura che spaziano dal Case e Disease Management, Telemonitoraggio, ricoveri in Ospedale di Comunità e attivazione della Dimissione programmata. Sono stati inoltre realizzati cinque convegni, tre PDTA clinico organizzativi, 210 ore di formazione per 70 infermieri e l’attivazione del Supporto Telefonico Ostetrico (telefonate mensili a gravide e neo-mamme) con l’affiancamento di una pedagogista montessoriana alle Ostetriche di Comunità e alle mamme dell’Area Interna.

I primi dati mostrano che tra quanti sono stati assistiti dall’infermiere della fragilità a casa, a distanza di un anno osserviamo un incidenza dei ricoveri complessivamente del 63% inferiore rispetto ai pazienti cronici e fragili non ancora seguiti.

Sono inoltre progettati 11 progetti sanitari, integrati con 7 progetti socio-sanitari. Alcuni di questi sono già stati attivati.

La programmazione del prossimo triennio per la realizzazione delle iniziative socio-sanitarie progettate può avvalersi dei residui dei fondi dei Progetti Obiettivo LP1 e LP5 (art.1 cc. 34 e 34bis Legge 662/1996) relativamente ai finanziamenti 2015, 2016 e 2017. La programmazione sociale integrata con quella sanitaria costituisce un pilastro fondamentale di garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza e del Piano Sociale della Regione Abruzzo 2016-18. In particolare la Convenzione socio-sanitaria tra Ambito Distrettuale Sociale e Azienda Sanitaria Locale consente di definire i servizi oggetto di potenziamento, le risorse di rispettiva afferenza (sociale e sanitaria) e le modalità di integrazione e di organizzazione delle medesime (DGR n. 191 del 13 aprile 2017).

Tra gli strumenti metodologici e organizzativi si annoverano la Centrale di Coordinamento e Operativa di cure Transazionali (CCOT), la ricognizione delle Raccomandazioni basate sulle evidenze per la cura sociale e sanitaria per il Future Hospital e l’approccio 3D centrato sul paziente, il ruolo dell’Attività Specialistica Ambulatoriale e il contributo della professione infermieristica con la definizione dell’lnfermiere di Famiglia e Comunità.

La ridefinizione del percorso assistenziale basato sulla continuità tra territorio e ospedale, sociale e sanitaria, risponde alla naturale evoluzione scientifica e tecnologica della cura, oltre che ad esigenze di governance e sostenibilità del SSN. Essa mira a salvaguardare la presa in carico del bisogno nel rispetto dell’aspetto umano della persona, all’utilizzo in modo appropriato degli strumenti di diagnosi e cura e infine contribuisce a mantenere sostenibile il sistema universalistico, pubblico e gratuito attuale.

 

 

 

 

Workshop M@F Approccio Montessori adattato agli @nziani Fragili

 Logo Aree InterneFoto_color_ (21)12 aprile 2018  8:00-13:00 14:00-18:00

nella sala convegni del Patto Sangro Aventino

a Santa Maria Imbaro

si terrà un workshop finalizzato ad introdurre le abilità per sviluppare le capacità di controllo degli aspetti di contesto e relazionali di salute degli anziani fragili, verso un equilibrio della vita guidato dall’approccio che Montessori ha ideato per i bambini.

L’evento è rivolto in particolare agli infermieri che si occupano della assistenza alle persone fragili sia in istituto che a domicilio, nell’ambito dell’Area Interna Prototipo Basso Sangro Trigno ed è accreditato con 8 crediti formativi ECM

Iscrizioni qui  

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Accompagnement en Gérontologie et Développements

https://www.cen4ard.com/http://www.nursind.it/nursind2/

Visualizza programma Workshop

 

Presa in carico ostetrica per il percorso nascita dell’Aree Interna

Sul territorio dell’Area Interna BAsso Sangro Trigno, insieme all’Ambulatorio Infermieristico della Fragilità, la popolazione delle donne troverà un percorso di presa in carico rivolto al Percorso Nascita, attraverso un Supporto Ostetrico Telefonico (SOT) con un potenziamento delle attività consultoriali pre e post-nascita di vicinanza e presenza maggiore a stretto contatto con le famiglie. Questo servizio sarà affiancato da una consulente Montessoriana che delicatamente aiuterà a rivolgere lo sguardo sullo sviluppo cognitivo del bambino. Sono in fase di avvio le fasi preparatorie del progetto: individuazione e acquisizione delle collaborazioni, predisposizione degli strumenti, definizione dei ruoli e della organizzazione delle professionalità necessarie.

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Articolo Stampa del 26 maggio 2017

Articolo su Linkiesta del 29 maggio 2017

Relazione del primo anno di sperimentazione Laboratorio Fragilità Basso Sangro Trigno

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Il progetto sperimentale del Laboratorio della Fragilità è iniziata nell’Area Interna prototipo Basso Sangro Trigno nella seconda metà del 2015, in modo graduale e progressivo, includendo diverse modalità di presa in carico proattiva, cioè su iniziativa del servizio Integrazione Ospedale Territorio dell’Asl2 Lanciano Vasto Chieti.

In seguito alla approvazione definitiva (il 30 gennaio 2017) da parte del Comitato Tecnico delle Aree Interne della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche di Coesione della STRATEGIA AREA “BASSO SANGRO TRIGNO” in questo post si troveranno alcuni risultati dell’attività fin qui svolta.

Executive summary

In primo luogo una analisi epidemiologica della popolazione fragile nei Distretti Montani.

Successivamente una prima valutazione dell’impatto della presa in carico sui ricoveri ospedalieri effettuati dai soggetti presi in carico rispetto agli altri pazienti fragili.

Ai soggetti con Diabete è stato offerto un servizio di Telesalute ed è stato somministrato un questionario sullo stato di salute SF-12.

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Le elaborazioni sono state realizzate con Epi Info. Il seguente grafico mostra la distribuzione per età e sesso della popolazione fragile presa in esame.

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Come si può notare l’età risulta essere il principale fattore (non il solo) della condizione di fragilità. Rale condizione infatti è influenzata fortemente dalla transizione epidemiologica e demografica che si sta verificando nell’ultimo secolo.

Queste considerazioni posso risultare quanto meno suggestive se collocate nel trend mondiale dell’incremento della speranza di vita. Nell’immagine seguente l’andamento della speranza di vita degli italiani dal 1960 al 2010 paragonata ad alcuni paesi occidentali (Giappone e Usa) e della parte del mondo in via di sviluppo (dati della Banca Mondiale)
Gli stessi paesi sono stati confrontati per l’incrocio tra la speranza di vita e il tasso di natalità.

15/07/2016 Consensus Conference a Casoli

consensusIn data 15/07/2016 alle ore 12.00 presso la Sala Convegni Ex Cinema Comunale Piazza Brigata Maiella Casoli si è tenuta una Consensus Conference organizzata dall’Azienda Sanitaria Locale n. 2 Lanciano–Vasto–Chieti, per discutere e raccogliere opinioni sulla UCCP (Unità Complessa di Cure Primarie) e sulla nuova organizzazione dell’assistenza territoriale. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti dei cittadini del terzo settore, i servizi sociali e volontariato, i Medici di Medicina Generale e gli operatori del Distretto. Presente aconsnche l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci e il Direttore Sanitario della Asl 02 Vincenzo Orsatti. Terminata la Consensus Conference un operatore della società Vree Healt ha effettuato una dimostrazione ai Medici di Medicina Generale sul funzionamento del sistema Doctor Plus.

clicca qui per leggere l’articolo su “Il Centrocentro

Consensus Conference UCCP Casoli

consensusIn data 15/07/2016 alle ore 12.00 presso la Sala Convegni Ex Cinema Comunale Piazza Brigata Maiella Casoli si terrà una Consensus Conference è aperta alla partecipazione dei rappresentanti dei cittadini del terzo settore, servizi sociali e volontariato, Medici di Medicina Generale e operatori del Distretto per condividere la nuova ipotesi organizzativa di erogazione dell’assistenza territoriale, che prevede un ambulatorio H16, 7 giorni su 7, presidi diagnostici di base, un ambulatorio infermieristico della fragilità, PUA/UVM e la telesalute (controllo da remoto di parametri clinici a domicilio del paziente).

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